Francia24: Macron “ha deciso”: una portaerei per mostrare a tutti la potenza della Francia – Niente legge finanziaria 2026 – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
22 Dic 2025

Macron “ha deciso”: vuole una nuova portaerei, mentre la Francia è in crisi fiscale, con lo spread decennale che incrocia quello italiano ed e’ priva di legge finanziaria. Il governo usa una “legge speciale” per evitare lo shutdown sul bilancio 2026. 

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 22 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti

 Via libera di Macron alla costruzione della nuova portaerei nucleare

 

Con una frase degna di Luigi XVI, “ho deciso”, Il Presidente Emmanuel Macron ha ufficialmente dato il via libera al lancio della costruzione della futura portaerei nucleare francese (PANG), destinata a sostituire l’attuale ammiraglia, la Charles-de-Gaulle, entro il 2038. L’annuncio è stato fatto durante una visita a una base militare francese ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Macron ha sottolineato che la nave “sarà l’illustrazione della potenza della nostra nazione” e ha aggiunto: “Dobbiamo essere forti per essere temuti”. Il progetto, descritto in passato dall’ex ministro della Difesa come una “cattedrale tecnologica” e un “mostro galleggiante”, è infatti di proporzioni colossali. La PANG sarà a propulsione nucleare, ma peserà quasi il doppio della Charles-de-Gaulle (80.000 tonnellate contro 42.000) e sarà più lunga (circa 310 metri contro 261). Potrà imbarcare una trentina di aerei da combattimento e ospiterà un equipaggio di 2.000 marinai. Il capo dello Stato ha evidenziato anche il ritorno economico interno, promettendo che la costruzione coinvolgerà 800 fornitori, l’80% dei quali piccole e medie imprese.

Debito Pubblico: Il Sorpasso Storico. Parigi paga più di Roma sul BTP a 10 anni

 

Un evento dal forte valore simbolico e finanziario ha scosso i mercati obbligazionari europei: il rendimento del bond decennale francese (OAT) ha incrociato e superato quello del suo omologo italiano (BTP). Martedì mattina, il tasso francese si è attestato al 3,48%, mentre quello italiano era leggermente inferiore al 3,47%. Questo “sorpasso”, monitorato da settimane, segnala che gli investitori percepiscono ora il debito francese come parimenti o, per certi aspetti, più rischioso di quello italiano, storicamente considerato il “malato” finanziario dell’Eurozona.

La mossa è una chiara reazione alla paralisi politica che segue la caduta del governo Bayrou, insieme all’incapacità cronica di Parigi di consolidare i propri conti pubblici. Mentre l’Italia ha compiuto sforzi significativi per ridurre il suo deficit (portandolo dal 7,2% al 3,4% in un anno), i mercati stanno sanzionando la Francia per la sua difficoltà a imprimere una svolta decisa. L’economista Christian de Boissieu ha sottolineato che i mercati sono impressionati positivamente dall’aggiustamento italiano e negativamente dalla lentezza francese. Il rischio di una retrocessione del rating da parte dell’agenzia Fitch, attesa venerdì, è ora altissimo e potrebbe costringere i grandi investitori istituzionali a disfarsi dei titoli francesi, innescando un ulteriore “strangolamento lento” del debito.

Manovra Finanziaria 2026 nel Limbo. Il Governo ricorre alla “Legge Speciale” per evitare la paralisi

 

Dopo il fallimento della Commissione Paritetica Mista (CMP) nel trovare un accordo sul Progetto di Legge di Bilancio (PLF) per il 2026, il governo francese si prepara a ricorrere per il secondo anno consecutivo a una misura di emergenza: la cosiddetta “Legge Speciale”. Questo strumento legislativo, previsto dall’articolo 45 della Legge Organica sulle Leggi Finanziarie, mira a prevenire una paralisi amministrativa completa dello Stato a partire dal 1° gennaio, il temuto “shutdown” all’americana.

Il testo, che sarà esaminato con urgenza in Consiglio dei Ministri (probabilmente già lunedì sera), è un “salvagente minimo” che autorizza l’esecutivo a riscuotere le tasse e garantire le spese pubbliche essenziali, come gli stipendi dei funzionari, la sicurezza nazionale e il pagamento dei creditori. Tuttavia, come ha specificato la Ministra per i Conti Pubblici, Amélie de Montchalin, la legge speciale è un “servizio minimo” che sospende tutto ciò che non è strettamente indispensabile. Questo significa che investimenti cruciali, come il sostegno alle imprese, l’accompagnamento agli agricoltori in crisi (dermatosi bovina) e i crediti per la transizione ecologica saranno bloccati. Già confermata la sospensione, dal 1° gennaio, dello sportello di MaPrimeRénov’, l’aiuto statale per la ristrutturazione energetica degli immobili. Le vere discussioni di bilancio dovranno riprendere all’inizio del 2026, ma il ritardo comporterà un impatto economico significativo sul breve periodo.

 

L’editoriale di Rachel

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Editoriale di Rachel – Portaerei nucleari e debiti che affondano: la grandeur francese va a fondo?

Ebbene sì, cari lettori, Emmanuel Macron ha parlato, e quando lui dice “ho deciso”, è un po’ come se Luigi XIV si fosse reincarnato con un accento da École Nationale d’Administration. Durante una visita ad Abu Dhabi – perché annunciarlo in Francia sarebbe stato troppo banale, no? – il Presidente ha dato il via libera alla costruzione della nuova portaerei nucleare PANG. Una bestia da 80.000 tonnellate, lunga 310 metri, capace di portare una trentina di caccia e 2.000 marinai. Una “cattedrale tecnologica”, un “mostro galleggiante”, una “illustrazione della potenza della nostra nazione”. E soprattutto, ha aggiunto con un ghigno da monarca illuminato: “Dobbiamo essere forti per essere temuti”.

Peccato che, mentre Macron sogna di far tremare gli oceani, i mercati stiano facendo tremare ben altro. Proprio in questi giorni, il rendimento del bond francese a 10 anni ha superato quello italiano. Sì, avete letto bene: la Francia, da sempre la “brava ragazza” dell’Eurozona, ora paga più interessi di Roma per farsi prestare soldi. Il sorpasso è avvenuto martedì mattina: 3,48% Parigi, 3,47% Roma. Un distacco minuscolo, ma simbolicamente devastante. L’Italia, che per decenni è stata trattata come il parente povero e spendaccione, ha tagliato il deficit dal 7,2% al 3,4% in un anno. La Francia? Ancora lì a galleggiare nella paralisi post-Bayrou, con i conti pubblici che sembrano una portaerei senza timone.

Così, mentre il Presidente ordina di costruire un colosso nucleare da miliardi (che arriverà, guarda caso, nel 2038, ben oltre il suo mandato), i mercati sussurrano: “Chi pagherà?”. Perché la grandeur è bellissima sui rendering, ma quando gli investitori iniziano a chiedere tassi più alti per comprare il tuo debito, la magia svanisce in fretta. E se venerdì Fitch decidesse di declassare il rating francese? Beh, allora sì che la PANG diventerà davvero utile: almeno avremo una piattaforma galleggiante su cui ritirarci mentre il debito affonda lentamente il bilancio.

La Francia vuole essere temuta in mare, ma sembra che i veri squali, per ora, nuotino nei mercati obbligazionari. Chissà se la nuova portaerei avrà abbastanza scialuppe di salvataggio per tutti noi.

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Koan del giorno

Un monaco chiese a Yunmen: «Quando il Presidente ordina di costruire una grande portaerei nucleare per essere temuti, qual è il senso di tanta potenza?»

Yunmen rispose: «Un solo colpo di cannone, e l’oceano intero trema. Ma chi trema di più: l’oceano o chi ha firmato il conto?»

Un altro monaco chiese a Yunmen: «Il debito francese ha ormai superato in rischio quello italiano. Dove sta la vera forza di una nazione?»

Yunmen rispose: «Quando i mercati ti guardano come guardavano una volta Roma, allora capisci: la spada più affilata è quella che non devi mai sfoderare.»

Il monaco insistette: «Ma allora perché costruire mostri galleggianti?»

Yunmen rise e disse: «Perché è più facile far paura agli altri che ammettere di avere paura di se stessi.»

Ma torniamo alle notizie.

Massacro di Bondi: spuntano nuovi documenti sul complotto terroristico antisemita

L’orrore di Sydney: attentatori si addestravano con “bombe da tennis” e filmavano proclami dello Stato Islamico

A una settimana dall’attacco antisemita sulla spiaggia di Bondi a Sydney, che ha causato 15 vittime, emergono dettagli agghiaccianti dall’indagine della polizia australiana. Nuovi documenti giudiziari rivelano che i due assalitori, padre e figlio, si erano addestrati in aree rurali del Paese e avevano anche effettuato “sopralluoghi” sul luogo della strage. Gli inquirenti hanno trovato su un telefono cellulare un video che mostra i due seduti davanti a una bandiera del gruppo jihadista Stato Islamico, mentre recitano un passaggio del Corano e denunciano i “sionisti”. Viene inoltre rivelato che gli aggressori avrebbero utilizzato una rudimentale “bomba palla da tennis” durante l’addestramento. Il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha espresso profondo rammarico alla comunità ebraica e ha promesso di introdurre nuove leggi più severe contro i discorsi d’odio. L’area di Bondi è sotto shock, segnata da un altro attacco mortale a distanza di appena un anno.

 

Crisi Kering: il colosso del lusso acquista il partner italiano Raselli Franco per rilanciare la gioielleria

Vendite in calo del 14%, la holding francese punta sull’eccellenza artigiana italiana per uscire dalla tempesta

Kering, il gigante francese del lusso, sta finalizzando l’acquisizione progressiva del suo partner italiano Raselli Franco Group, specializzato nella produzione di gioielli di alta gamma. La mossa arriva in un momento delicato per Kering, che ha visto le vendite crollare del 14% a livello globale, ad eccezione del settore gioielleria, l’unico a resistere al calo. L’operazione mira a consolidare la catena di fornitura interna per i preziosi, un segmento chiave per la strategia di crescita futura del gruppo, in un momento in cui l’industria del lusso affronta venti contrari e una riduzione della spesa da parte dei consumatori.

 

Senza Bilancio 2026, si bloccano gli incentivi per l’edilizia verde: sospesa MaPrimeRénov’

Fallimento della Commissione Paritetica: il Governo costretto a varare una “Legge Speciale” tampone

L’assenza di un accordo sul progetto di legge finanziaria (PLF) per il 2026 tra deputati e senatori ha creato un’impasse politica con conseguenze immediate per i cittadini. Venerdì, la commissione mista paritetica non è riuscita a trovare un compromesso, costringendo il governo a presentare in via d’urgenza una “legge speciale” provvisoria per finanziare lo Stato ed evitare la paralisi amministrativa dal 1° gennaio. La conseguenza più eclatante è la conferma, da parte del Ministro degli Alloggi, della sospensione di *MaPrimeRénov’*, il principale sportello di aiuto statale per i lavori di riqualificazione energetica. Il blocco del voto, definito “irresponsabile” dal presidente della Capeb, rimette in discussione i dossier urgenti per il settore immobiliare.
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 22 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

 

Meteo Parigi Oggi: Cieli compatti e temperature miti per dicembre

 

Parigi si risveglia questo lunedì 22 dicembre avvolta in una coltre di nuvole, ma con un clima decisamente troppo mite per essere quasi Natale. Il bollettino, curato dall’esperto Alexis Vandevoorde e aggiornato alle 03:45, attesta un’ottima affidabilità, pur rilevando un marcato scostamento dalle medie stagionali in termini di temperatura.

In mattinata, la capitale si è trovata sotto un cielo che è passato da variabile a totalmente coperto, con una minima di 8 gradi, percepita identica. Le precipitazioni sono totalmente assenti e l’indice UV è nullo. Nel pomeriggio, la nuvolosità rimarrà dominante, concedendo solo timide e brevi schiarite. La massima non supererà gli 11 gradi, un valore che si posiziona ben 4 gradi al di sopra della media storica per questo periodo. I venti, provenienti da Est, saranno deboli (10 km/h) con raffiche fino a 20 km/h. La sera e la notte seguiranno lo stesso spartito: cieli molto nuvolosi, senza pioggia e con temperature che scenderanno lentamente fino ai 6 gradi del mattino successivo.

Tendenze Clima a Parigi: un Natale atipicamente secco e caldo

 

Il quadro climatico della capitale francese, più che le previsioni giornaliere, è un monito. Le temperature medie registrate in questo periodo sono, infatti, 3 gradi superiori alla norma stagionale. Mentre il termometro segna una media di 9 gradi, la norma si attesterebbe sui 6 gradi. Non solo caldo, ma anche siccità: le precipitazioni si attestano al 10% in meno rispetto alla media storica e il suolo è classificato come “più secco del normale” (livello 1/5).

La settimana di Natale vedrà una persistenza di questa mitezza e nuvolosità. Nonostante le feste si avvicinino, non è attesa alcuna irruzione fredda significativa, mantenendo i valori massimi tra gli 11 e i 13 gradi, e le minime tra i 6 e gli 8 gradi, con un’alternanza di cieli coperti e qualche schiarita fugace, specialmente a partire da mercoledì.

 

Milano Oggi: l’abbraccio umido della Pianura Padana e pioviggine nel pomeriggio

 

Milano inizia la settimana che porta al Natale con il suo classico scenario di grigiore e umidità, tipico della Pianura Padana in pieno inverno. Il bollettino di 3B Meteo, aggiornato alle 07:12 dall’esperto Daniele Berlusconi, assegna alla previsione un’attendibilità medio-alta (70-80%). Le temperature, pur mantenendosi su valori bassi, sono leggermente sopra la media del periodo.

La mattinata è caratterizzata da cielo nuvoloso o molto nuvoloso. La minima registrata è stata di 8 gradi, con venti deboli da Nord-Est. L’alta umidità (intorno all’84%) rende la sensazione termica appena inferiore. Nel corso del pomeriggio, le nubi aumenteranno ulteriormente, portando con sé deboli piogge, stimate in circa 0.4 mm totali. La massima si attesterà intorno ai 10 gradi. La sera vedrà un cielo ancora coperto, con la pioviggine che si attenua e temperature serali intorno agli 8 gradi. Nessuna allerta meteo per il capoluogo lombardo.

La Tendenza per Milano: freddo vero in arrivo per Capodanno

 

La settimana pre-natalizia a Milano sarà all’insegna della stabilità termica e della nuvolosità diffusa, con qualche debole piovasco sparso previsto tra oggi, martedì e mercoledì (Vigilia). Le minime non scenderanno sotto i 5 gradi e le massime non supereranno i 9 gradi, clima mite per il periodo ma decisamente uggioso.

La vera svolta è prevista con l’avvicinarsi della fine dell’anno. Dopo un Santo Stefano ancora nuvoloso, il weekend 27-28 dicembre vedrà il ritorno del sole pieno, ma con un progressivo e drastico calo delle temperature. Il culmine del freddo si raggiungerà tra San Silvestro e Capodanno: le minime a Milano scenderanno a -2 gradi il 31 dicembre e -1 grado il 1° gennaio, portando le massime a toccare a malapena i 2-4 gradi. L’inverno, insomma, sembra aver fissato l’appuntamento non per Natale, ma per brindare al nuovo anno con un gelo sferzante e cieli nuvolosi.

 

 

L’editoriale meteo di Rachel

Reality Check: Mitezza Atipica? Grazie, sappiamo leggere il calendario.

 

Eccoci al solito refrain natalizio. Parigi registra temperature di 3 gradi superiori alla media, e immediatamente scatta il titolone urlato: “Caldo Anomalo! Il Clima è impazzito!”. Amici meteorologi, un po’ di contegno. Siamo al 22 dicembre, non è insolito che in Europa le correnti oceaniche portino brevi fasi di mitezza, specialmente quando l’anticiclone decide di fare i capricci. E a Milano? Annunciate piogge deboli (0.4 mm, una bagnata di gatto) con un’affidabilità “solo” medio-alta. Ma state tranquilli: se non nevica, la colpa è del riscaldamento globale. Se piove, è un evento estremo dovuto al riscaldamento globale. E se il 31 dicembre, come previsto, arriverà il gelo siberiano, scommetto che troverete il modo di attribuire anche l’eccesso di freddo all’impatto antropico. Sarebbe ora di smettere di confondere le normali fluttuazioni invernali con l’apocalisse annunciata.

 Il Koan del meteo

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se il clima di Parigi è più caldo del normale, non è forse un segno inequivocabile del disastro imminente?”
“È solo un alito di Scirocco,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché la stampa attribuisce questa anomalia direttamente al riscaldamento globale, se il fenomeno non è estremo?”
E Zhaozhou: “Perché chi vende il sensazionalismo non distingue tra un alito di Scirocco e il soffio del Drago; per il giornalista, ogni termometro troppo alto è un grido, non una misura.”

Chiusura

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e in onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.