Macron non conta più in Europa alla fine del suo mandato

Macron invecchia diplomaticamente: dopo dieci anni di attivismo, la sua voce perde efficacia e diventa patetica a sei mesi dalle elezioni
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Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

Un declino diplomatico dopo dieci anni di grande attività

Non è più l’immagine di un giovane leader volitivo che brillava sulla scena internazionale. A sei mesi dalle prossime elezioni, la voce di Emmanuel Macron viene ascoltata sempre meno dagli altri paesi, un vero caso di «anatra zoppa» (lame duck), il termine che gli americani usano per indicare un dirigente indebolito alla vigilia del congedo. I suoi annunci e le sue iniziative sono sempre meno seguiti dagli omologhi.

Si tratta di un cambiamento ancora più marcato per Macron, che per dieci anni è stato un presidente attivo diplomaticamente. Ma ha appena incassato diverse sconfitte. Ha creduto di essere tornato ad essere in fase con Donald Trump sull’Ucraina, ma la scorsa settimana il presidente americano lo ha quasi tradito, con la sua decisione di acquistare in massa diesel russo. Uno strappo a quattro anni di sanzioni contro Mosca. Inoltre, ha dovuto fare i conti con la promessa non mantenuta dal leader palestinese Mahmoud Abbas. L’anno scorso, in cambio del riconoscimento francese dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas aveva promesso elezioni a Emmanuel Macron, elezioni che ha appena rinviato all’anno prossimo, cioè dopo la fine del mandato del presidente della Repubblica.

Le crisi interne indeboliscono la voce della Francia

Le difficoltà interne al suo stesso Paese non aiutano la credibilità internazionale di Emmanuel Macron. È evidente che quando il debito del Paese supera i tremila miliardi di euro, quando i liceali scendono in strada, quando il tessuto sociale si sgretola e quando lo stesso Macron batte record di impopolarità, la voce della Francia all’estero porta molto meno. Emmanuel Macron potrebbe faticare ad accettare questa fine di mandato crepuscolare, che non si addice affatto al suo carattere. Ma a livello internazionale, ci si sta già chiedendo chi sarà il suo successore.

Viaggi all’estero, ma il rischio è l’inerzia

Eppure Emmanuel Macron non getta la spugna e continua i suoi viaggi all’estero. È stato di recente in Spagna, sarà nel Golfo da lunedì e continua a mobilitarsi sui temi dell’approvvigionamento energetico della Francia, la guerra in Ucraina, lo Stretto di Hormuz e ancora la situazione in Libano. Ma anche qui si rischia di restare nell’illusione dell’azione. All’inizio della settimana, il presidente della Repubblica non farà sosta in Arabia Saudita, sebbene sia un paese chiave nel Medio Oriente, attaccato dai ribelli yemeniti filoiraniani. La Francia ha offerto un aiuto per difendere un oleodotto saudita strategico, ma l’Arabia non ha ancora risposto, un altro segnale che la fine del mandato potrebbe degenerare in inerzia.

Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.

Fonte: Francia24 – Radio Nizza

Redazione AM1575News Francia24

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