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Kylian Mbappé ha chiesto scusa alla popolazione cinese dopo un video in cui, riferendosi al leader comunista Mao Zedong, lo definì “un dittatore”. Il commento è emerso da un podcast francese ormai rimosso, nel quale il capitano della nazionale di calcio francese rideva di un meme che aveva sovrapposto il suo volto a quello del leader cinese.
Il calciatore ha definito le parole “mal giudicate” e ha riconosciuto di aver ferito i sentimenti dei cinesi e delle comunità cinesi all’estero. “Mi scuso con tutti coloro che le mie parole hanno offeso”, ha dichiarato, aggiungendo che non era assolutamente sua intenzione arrecare danno.
Le scuse di Mbappé e la reazione dei partner
Le dichiarazioni hanno spinto diverse aziende a tagliare immediatamente i rapporti commerciali con il calciatore. Marchi di prodotti lattiero‑caseari, tecnologie alimentari e bevande cinesi hanno comunicato la cessazione di ogni collaborazione, sottolineando l’intolleranza verso parole o azioni che feriscono l’orgoglio nazionale.
Anche il club spagnolo Real Madrid e la Lega spagnola hanno ricevuto pressioni. Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha incontrato l’ambasciatore cinese a Madrid per trovare soluzioni che evitino danni ai rapporti costruiti negli ultimi anni. “Il nostro impegno è fare in modo che un episodio isolato non comprometta i progressi raggiunti né i milioni di tifosi cinesi che seguono le nostre competizioni”, ha affermato Tebas sui social.
Nel frattempo, il marchio svizzero On Holding, che ha firmato Mbappé lo scorso settembre, ha accolto le scuse con rispetto verso la Cina. Anche Lego, che aveva lanciato un set dedicato al fuoriclasse sul mercato cinese, non ha commentato l’accaduto, ma il prodotto è ancora visibile sul sito locale.
Le ripercussioni nel mercato cinese
Le conseguenze si sono estese ai media: la televisione di stato ha sospeso la trasmissione di tutte le partite di LaLiga e le apparizioni pubblicitarie che coinvolgevano Mbappé. Le agenzie cinesi hanno richiesto alle piattaforme di rimuovere qualsiasi contenuto legato al calciatore, evidenziando una “tolleranza zero” verso gli insulti percepiti.
Sui social cinesi, la vicenda è diventata rapidamente virale. Su Weibo, le discussioni hanno prodotto meme che sovrappongono il volto di Mbappé a figure militari e politiche, alimentando la percezione del giocatore come “dittatore” nei camerini, etichetta già usata dalla stampa europea.
Il ministro degli Esteri cinese ha ricordato che parole e azioni che feriscono i sentimenti del popolo cinese saranno naturalmente affrontate con opposizione congiunta da tutti i settori della società. Una nota del servizio pubblico CCTV ha dichiarato di voler ascoltare l’excusa di Mbappé, ma con la condizione di osservare con attenzione i suoi futuri comportamenti.
In questo clima di tensione, la Liga ha ribadito che le relazioni costruite nel tempo non possono essere rovinte da un singolo episodio, promettendo di collaborare attivamente con i partner cinesi per superare la crisi.
Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.
Fonte: Francia24 – Radio Nizza