Manifestazioni, perché governo e sindacati danno numeri diversi

Scopri perché le cifre delle manifestazioni in Francia variano tra ministero dell'Interno e sindacati tra i 575.000 e 1.573.000 partecipanti per sciopchi
1 Min Read 0 17

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

Grandi differenze ieri, come sempre, nel calcolo del numero dei partecipanti alle manifestazioni. Ieri in particolare quasi un milione di differenza tra la stima dei sindacati e quella del governo. Ma come vengono calcolati questi partecipanti? Questa è la nostra analisi completa.

In Francia, quando si parla di manifestazioni (manifestations), bisogna distinguere tre cose:

  1. Il numero delle persone effettivamente presenti in un determinato momento.
  2. Il numero complessivo delle persone che hanno partecipato durante lo svolgimento del corteo.
  3. Il numero dichiarato dalle organizzazioni, che spesso è una stima aggregata delle diverse manifestazioni sul territorio nazionale.

Non sono necessariamente la stessa cosa.

1. Come conta la polizia (Ministero dell’Interno)

Il metodo francese è relativamente sofisticato, soprattutto a Parigi.

La polizia utilizza principalmente:

  • Osservatori posizionati in punti sopraelevati, lungo il percorso del corteo.
  • Conteggio manuale delle persone che attraversano determinati punti, spesso contando le file.
  • Registrazioni video del passaggio della manifestazione.
  • Un secondo conteggio, effettuato successivamente in ufficio, rivedendo le registrazioni.
  • Confronto fra i diversi conteggi per produrre una stima finale.

Questa metodologia è stata esaminata nel 2015 da una commissione indipendente presieduta da Dominique Schnapper, che ne ha sostanzialmente convalidato l’impostazione.

Il vantaggio è che si cerca di contare le persone che passano effettivamente, evitando di stimare semplicemente quanto sia piena una strada.

2. Come contano i sindacati

Qui il metodo è meno trasparente.

La CGT, per esempio, utilizza diverse fonti:

  • Contatori collocati in punti di passaggio del corteo.
  • Informazioni raccolte dalle proprie sezioni locali e dipartimentali.
  • Stime delle organizzazioni territoriali, successivamente trasmesse alla direzione nazionale.
  • In alcuni casi, informazioni sui pullman e sui treni organizzati per portare i manifestanti.

Il problema è che non viene pubblicata una metodologia sufficientemente dettagliata per verificare come vengano eliminate le duplicazioni.

Per esempio: una persona che arriva in treno, entra nel corteo, ne percorre metà e poi lascia la manifestazione viene conteggiata una volta sola? E come si verifica?

Non sempre è possibile saperlo.

3. Esiste un metodo indipendente?

Sì. Per qualche anno, un gruppo di circa 80 testate giornalistiche francesi ha finanziato il lavoro di una società specializzata, Occurrence.

Il sistema è interessante:

  • Si filma il corteo.
  • Si definisce una linea virtuale sul percorso.
  • Un software di analisi video, con intelligenza artificiale, conta le persone che attraversano quella linea.
  • Si ottiene così un conteggio dei passaggi.

Nel 2017 il metodo fu verificato filmando integralmente una manifestazione e facendo ricontare manualmente le immagini a quattro gruppi indipendenti: Occurrence, Europe 1, TF1 e Le Monde. I risultati furono molto vicini.

Il progetto non è però riuscito a diventare un arbitro universalmente accettato: sindacati e partiti di sinistra hanno spesso contestato i risultati.

4. Il caso concreto: manifestazione del 5 novembre 2026

Una precisazione: i dati definitivi pubblicati dal Monde sono questi:

Partecipazione nazionale

Fonte Partecipanti
CGT 1.573.000
Ministero dell’Interno 575.000

A Parigi

Fonte Partecipanti
CGT 350.000
Prefettura 65.000

(Differenza di 2,74 volte)

Fonte: Le Monde, 5 novembre 2026.

5. Ma chi ha ragione?

Qui arriviamo alla questione più interessante.

Un dato importante emerge dall’analisi dello statistico Jean-François Royer, pubblicata su The Conversation:

Le differenze tra i due metodi non sono sufficienti a spiegare scarti così enormi.

In altre parole, non è ragionevole pensare che la differenza fra 575.000 e 1.573.000 sia semplicemente dovuta a qualche errore tecnico di conteggio.

Ci sono anche due interessi contrapposti:

  • I sindacati hanno interesse a dimostrare che la mobilitazione è massiccia, perché questo rafforza il loro peso negoziale e politico.
  • Il governo ha interesse a non enfatizzare la dimensione della protesta, perché un movimento molto partecipato rappresenta un problema politico.

Attenzione: questo non dimostra che il Ministero manipoli sistematicamente i dati. La metodologia della polizia è stata sottoposta a verifiche indipendenti e ha una base statistica seria.

La mia conclusione: se dovessi scegliere una cifra da pubblicare in un articolo giornalistico, darei entrambe le stime, senza fare la media aritmetica.

E soprattutto chiederei una cosa che raramente viene fatta: perché non si adotta un sistema nazionale indipendente, basato su riprese video, conteggio automatizzato e metodologia pubblica?

Sarebbe tecnicamente realizzabile e toglierebbe ai sindacati e al governo il monopolio della battaglia dei numeri.

Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.

Fonte: Francia24 – Radio Nizza

Redazione AM1575News Francia24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *