Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.
Grandi differenze ieri, come sempre, nel calcolo del numero dei partecipanti alle manifestazioni. Ieri in particolare quasi un milione di differenza tra la stima dei sindacati e quella del governo. Ma come vengono calcolati questi partecipanti? Questa è la nostra analisi completa.
In Francia, quando si parla di manifestazioni (manifestations), bisogna distinguere tre cose:
- Il numero delle persone effettivamente presenti in un determinato momento.
- Il numero complessivo delle persone che hanno partecipato durante lo svolgimento del corteo.
- Il numero dichiarato dalle organizzazioni, che spesso è una stima aggregata delle diverse manifestazioni sul territorio nazionale.
Non sono necessariamente la stessa cosa.
1. Come conta la polizia (Ministero dell’Interno)
Il metodo francese è relativamente sofisticato, soprattutto a Parigi.
La polizia utilizza principalmente:
- Osservatori posizionati in punti sopraelevati, lungo il percorso del corteo.
- Conteggio manuale delle persone che attraversano determinati punti, spesso contando le file.
- Registrazioni video del passaggio della manifestazione.
- Un secondo conteggio, effettuato successivamente in ufficio, rivedendo le registrazioni.
- Confronto fra i diversi conteggi per produrre una stima finale.
Questa metodologia è stata esaminata nel 2015 da una commissione indipendente presieduta da Dominique Schnapper, che ne ha sostanzialmente convalidato l’impostazione.
Il vantaggio è che si cerca di contare le persone che passano effettivamente, evitando di stimare semplicemente quanto sia piena una strada.
2. Come contano i sindacati
Qui il metodo è meno trasparente.
La CGT, per esempio, utilizza diverse fonti:
- Contatori collocati in punti di passaggio del corteo.
- Informazioni raccolte dalle proprie sezioni locali e dipartimentali.
- Stime delle organizzazioni territoriali, successivamente trasmesse alla direzione nazionale.
- In alcuni casi, informazioni sui pullman e sui treni organizzati per portare i manifestanti.
Il problema è che non viene pubblicata una metodologia sufficientemente dettagliata per verificare come vengano eliminate le duplicazioni.
Per esempio: una persona che arriva in treno, entra nel corteo, ne percorre metà e poi lascia la manifestazione viene conteggiata una volta sola? E come si verifica?
Non sempre è possibile saperlo.
3. Esiste un metodo indipendente?
Sì. Per qualche anno, un gruppo di circa 80 testate giornalistiche francesi ha finanziato il lavoro di una società specializzata, Occurrence.
Il sistema è interessante:
- Si filma il corteo.
- Si definisce una linea virtuale sul percorso.
- Un software di analisi video, con intelligenza artificiale, conta le persone che attraversano quella linea.
- Si ottiene così un conteggio dei passaggi.
Nel 2017 il metodo fu verificato filmando integralmente una manifestazione e facendo ricontare manualmente le immagini a quattro gruppi indipendenti: Occurrence, Europe 1, TF1 e Le Monde. I risultati furono molto vicini.
Il progetto non è però riuscito a diventare un arbitro universalmente accettato: sindacati e partiti di sinistra hanno spesso contestato i risultati.
4. Il caso concreto: manifestazione del 5 novembre 2026
Una precisazione: i dati definitivi pubblicati dal Monde sono questi:
Partecipazione nazionale
| Fonte | Partecipanti |
|---|---|
| CGT | 1.573.000 |
| Ministero dell’Interno | 575.000 |
A Parigi
| Fonte | Partecipanti |
|---|---|
| CGT | 350.000 |
| Prefettura | 65.000 |
(Differenza di 2,74 volte)
Fonte: Le Monde, 5 novembre 2026.
5. Ma chi ha ragione?
Qui arriviamo alla questione più interessante.
Un dato importante emerge dall’analisi dello statistico Jean-François Royer, pubblicata su The Conversation:
Le differenze tra i due metodi non sono sufficienti a spiegare scarti così enormi.
In altre parole, non è ragionevole pensare che la differenza fra 575.000 e 1.573.000 sia semplicemente dovuta a qualche errore tecnico di conteggio.
Ci sono anche due interessi contrapposti:
- I sindacati hanno interesse a dimostrare che la mobilitazione è massiccia, perché questo rafforza il loro peso negoziale e politico.
- Il governo ha interesse a non enfatizzare la dimensione della protesta, perché un movimento molto partecipato rappresenta un problema politico.
Attenzione: questo non dimostra che il Ministero manipoli sistematicamente i dati. La metodologia della polizia è stata sottoposta a verifiche indipendenti e ha una base statistica seria.
La mia conclusione: se dovessi scegliere una cifra da pubblicare in un articolo giornalistico, darei entrambe le stime, senza fare la media aritmetica.
E soprattutto chiederei una cosa che raramente viene fatta: perché non si adotta un sistema nazionale indipendente, basato su riprese video, conteggio automatizzato e metodologia pubblica?
Sarebbe tecnicamente realizzabile e toglierebbe ai sindacati e al governo il monopolio della battaglia dei numeri.
Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.
Fonte: Francia24 – Radio Nizza