Sconfitta per Trump, bloccati i centri dati per l’IA

I risultati elettorali negli Stati Uniti segnano un punto di svolta per l'intelligenza artificiale con la vittoria dei Democratici in Texas, Georgia e
1 Min Read 0 19

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

I risultati delle elezioni per il governatorato negli Stati Uniti segnano un punto di svolta per il futuro dell’intelligenza artificiale. In uno dei giorni elettorali più cruciali, i candidati democratici che avevano promesso di frenare la costruzione dei centri dati hanno ottenuto vittorie decisive in stati chiave come il Texas, la Georgia e l’Ohio.

Questa ondata di voti per i Democratici rappresenta un duro colpo all’agenda infrastrutturale sostenuta dal presidente Donald Trump. La costruzione massiccia di complessi informatici, alimentata dai giganti della tecnologia, ha scatenato un profondo malcontento popolare a causa dell’impatto ambientale e dell’aumento dei costi per l’elettricità e l’acqua.

Molti candidati repubblicani, pur restando fedeli ai partiti, hanno iniziato a prendere le distanze dalle posizioni di Trump durante la campagna elettorale. La questione del controllo delle risorse energetiche è diventata così politicamente esplosiva che la resistenza alla costruzione di questi centri ha unito diverse fazioni politiche contro il potere delle grandi aziende tecnologiche.

Il fronte democratico e la fine dell’espansione tech

In Texas, Gina Hinojosa ha sbalzato il governatore uscente Greg Abbott, promettendo un blocco immediato allo sviluppo di nuovi centri dati. Il Texas era stato finora il rifugio preferito per colossi come Microsoft, Google, Meta e Amazon, attratti da enormi incentivi fiscali e abbondanza di terra e energia.

In Georgia, la ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms ha vinto promettendo una pausa temporanea a livello statale. La capitale della Georgia ha superato la Virginia settentrionale come principale hub di costruzione per i centri dati negli Stati Uniti, con quasi tre gigawatt di infrastrutture attualmente in fase di realizzazione.

Anche in Ohio, la vittoria di Amy Acton segna un freno ai piani di espansione. La nuova governatrice ha promesso un congelamento condizionato delle nuove approvazioni, imponendo criteri rigorosi sull’uso dell’acqua e dell’energia. Queste mosse si inseriscono in un contesto di forte protesta popolare contro l’impatto dei centri tecnologici sulla vita quotidiana.

Reazioni dei colossi e impatti sul mercato

Il malcontento dei cittadini è quantificabile: i sondaggi elettorali indicano che il cinquanta per cento degli elettori ha considerato l’impatto dei centri dati come un fattore decisivo per il voto. Questa opposizione popolare ha portato anche alla vittoria di diverse iniziative popolari a livello locale, volte a bloccare direttamente la costruzione di infrastrutture tecnologiche nelle comunità locali.

Mentre i giganti come Amazon e Meta si preparano a investire centinaia di miliardi di dollari nel 2026, le nuove leggi statali potrebbero rendere queste operazioni molto più difficili. La resistenza politica arriva proprio mentre il mercato dei chip, guidato da Nvidia, prevede che la spesa globale per le infrastrutture di intelligenza artificiale raggiungerà cifre colossali entro il 2030.

Il governatore Greg Abbott, pur avendo inizialmente promosso il Texas come epicentro dell’IA, è stato costretto a sospendere temporaneamente i permessi per un audit ambientale. Questo cambiamento di rotta ha dimostrato quanto la pressione dei cittadini sia diventata forte, spingendo anche i leader repubblicani a mediare con le richieste di tutela ambientale e dei costi energetici.

Fonte: Financial Times

Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.

Fonte: Francia24 – Radio Nizza

Redazione AM1575News Francia24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *