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Scatta l’addio ufficiale di Christine Lagarde dalla presidenza della Banca Centrale Europea. La notizia è arrivata questa mattina attraverso un comunicato ufficiale che conferma l’uscita di scena della presidente già nel mese di febbraio del 2027.
La decisione segna un anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, che era inizialmente previsto per ottobre dello stesso anno. La Lagarde ha già informato formalmente il Consiglio dei governatori e il presidente del Consiglio europeo António Costa della sua intenzione di lasciare la guida di Francfort.
Il passaggio di testimone avverrà secondo le procedure stabilite dai trattati dell’Unione Europea. Sarà quindi compito del Consiglio europeo procedere alla nomina del nuovo presidente che erediterà la guida dell’istituzione monetaria più importante del continente.
L’uscita anticipata apre scenari politici rilevanti anche per l’Eliseo. Il presidente francese Emmanuel Macron avrà infatti la possibilità di influenzare la scelta del successore prima delle prossime elezioni presidenziali in Francia, un momento cruciale in cui i sondaggi indicano già una forte competitività per Marine Le Pen.
Un mandato tra crisi e tempeste economiche
L’avventura di Christine Lagarde alla Banca Centrale Europea è iniziata nel novembre del 2019, dopo la sua significativa esperienza alla guida del Fondo Monetario Internazionale. Il suo mandato è stato caratterizzato da una successione di sfide globali senza precedenti.
La presidente si è trovata a gestire la pandemia di Covid-19 e successivamente l’impennata dei prezzi energetici causata dal conflitto in Ucraina. Nonostante le turbolenze economiche la sua gestione ha segnato un periodo di trasformazione profonda per l’assetto monetario europeo.
Al momento dell’annuncio della sua decisione i membri del Consiglio dei governatori hanno accolto la notizia con una lunga ovazione e un caloroso ringraziamento. La figura della Lagarde resta centrale nelle grandi organizzazioni internazionali nonostante l’imminente uscita dalla scena di Francfort.
Nuovi obiettivi verso il Forum di Davos
Sebbene non ci siano segnali di un ritorno alla politica nazionale francese le indiscrezioni sul futuro della Lagarde sono moltissime. Le voci che circolano nei corridoi delle grandi istituzioni suggeriscono che la donna di settanta anni non intenda allontanarsi dalla vita pubblica.
L’ipotesi più accreditata riguarda la presidenza del Forum Economico Mondiale di Davos. La figura della Lagarde è infatti considerata tra le candidate di peso per guidare l’organizzazione internazionale dopo il prossimo incontro del consiglio di amministrazione.
L’appuntamento decisivo per definire il nuovo corso dell’organizzazione è fissato per il due novembre. Se la notizia dovesse confermarsi la Lagarde si preparerebbe a una nuova sfida di alto profilo globale dopo aver concluso il suo lungo capitolo alla guida della banca centrale europea.

Editoriale di Rachel – Addio alla BCE: un gesto di pura, sublime democrazia
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Ma guardate che eleganza, che classe! Christine Lagarde decide di anticipare la fine del suo mandato alla BCE e noi dovremmo quasi inchinarci davanti a tanta nobiltà d’animo. Perché, restiamo concentrati, il vero pericolo non è l’inflazione o la crisi energetica, ma il rischio atroce che un successore possa essere influenzato da figure scomode come Le Pen o Mélenchon. Insomma, il terrore che un presidente eventualmente eletto democraticamente possa avere un’opinione sulle questioni economiche. Che scempio, davvero.
Siamo onesti, non possiamo permettere che il volere delle urne sporchi la purezza delle decisioni di Francoforte. Se aspettassimo l’estate del 2027, saremmo costretti a sporcarci le mani con la realtà della politica francese. Invece, con questo colpo di genio, si apre uno spiraglio dorato per permettere a Emmanuel Macron di giocare ancora un po’ con le pedine europee prima che il vento cambi davvero. È questo il senso del potere: agire prima che la democrazia diventi un problema.
Quindi, che Lagarde vada pure verso Davos, verso i salotti eleganti e i vertici mondiali. Lasci pure il posto libero, così che l’Eliseo possa continuare a mettere il becco nelle questioni che non gli competono, ma che pretende di gestire con la naturalezza di un padrone di casa. È una mossa tattica impeccabile: svuotare la stanza prima che gli invitati non desiderati possano bussare alla porta.
In un mondo che urla per avere voce in capitolo, la vera saggezza sta nel capire che il potere non deve aspettare il consenso, ma deve anticiparlo. Bravo, Christine, hai aperto la strada per un ultimo atto di influenza che solo un vero uomo di Stato può orchestrare. La democrazia è un concetto affascinante, certo, ma la gestione delle élite è un’arte che non può essere lasciata al caso o, peggio ancora, al voto popolare.
Koan del giorno
Discepolo: Maestro, se il leader abbandona il trono prima che la tempesta abbia finito di gridare, sta forse scappando dal suo dovere?
Maestro: Chi abbandona la barca mentre l’onda è ancora alta, non scappa dal dovere, ma costruisce un ponte per chi verrà dopo di lui.
Discepolo: Ma se quel ponte serve solo a far passare un altro sovrano senza che il popolo possa toccarlo, non è forse un ponte costruito sul vuoto?
Maestro: Il ponte che non tocca terra è l’unico che permette di volare sopra le teste di chi guarda, e il volo è sempre più nobile del camminare nel fango.
Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.
Fonte: Francia24 – Radio Nizza